19 Aprile 2024

di Roberto Minnocci  – 

“È terminato il campionato di softball con l’ultima gara tra Dolphins e Academy.”

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Si è chiuso stamattina il piccolo campionato di Softball categoria Ragazze, con la disputa del sesto incontro tra le due formazioni che lo hanno animato in questo scorcio di stagione. Ed è stata una bella esibizione fashion all’interno dello stadio “Reatini” di Anzio, pettinato e lustrato come sempre in tutti i suoi particolari, dai colori alla scenografia impeccabile. Arbitro in nero, back stop accorciato, pedana in moquette e pubblico sparpagliato sul cemento. Una cornice artistica virata in audio, con le voci ammorbidite dalla rete protettiva, che filtrava gli applausi prima di mischiarsi ai coretti delle ragazzine, disperse negli accoglienti dugout, grandi come suite d’hotel a quattro stelle. Ma si giocava, roteando le braccia prima di lasciare partire il lancio, esibendo bravura e destrezza, prima di perdersi tra gli abbracci e il punteggio della gara. Cinque inning coinvolgenti, conditi di punti al pinzimonio, e un full di quattro per le Academy, mentre per le Dolphins c’era un piccolo vuoto soltanto al primo assalto. Fino a chiudere e miscelarsi nel terzo tempo sotto il sole di mezzogiorno, oggi particolarmente clemente: Dolphins vs. Academy 17-20. Sei vittorie delle accademiste “nettunesi”, da scrivere sulla prima riga della classifica, che daranno il pass e il diritto a disputare le semifinali dei Playoff a Settembre. Sei grandi prestazioni, invece, delle piccole delfine “portodanzesi”, qualificate con onore al Torneo del Coni, non da sconfitte ma da interpreti di livello. Sei incontri stagionali, caratterizzati dai campanilismi di Anzio e Nettuno, dall’ansia da prestazione delle giocatrici. Dai regolamenti, dagli errori, dallo spontaneismo e dalla crescita esponenziale di due entità sportive. Parvenze di partite sbocciate dal vuoto del passato, per esporsi alla meraviglia della trance agonistica, dopo appena tre mesi di attività. Dimostrazioni quasi artistiche, da Vips del Softball. Giocatrici naif e merlettate. Sotto le luci della ribalta, in una contesa giocata all’uncinetto punto a punto. Offrendosi all’ammirazione di chi ha generato questo spettacolo, dai genitori agli allenatori, fino a chi crede che lo sport faccia ancora miracoli. In un’epoca dai valori sbiaditi, dove la vita vale meno di una preghiera, si può ancora creare stupore, battendo semplicemente una grossa palla gialla, laggiù dove nessuno può arrivare. Perché c’è bisogno di sentirsi vivi, correndo tra le luci di un diamante. Dimenticando il buio e le insicurezze che attanagliano il mondo. Inseguendo la felicità a perdifiato, sulla strada che conduce verso casabase!