16 Aprile 2024

di Roberto Minnocci  – 

“L’emozione del baseball in una formula.”

GeometriaSi lavora alacremente all’interno del Pala Academy Baseball, con tenacia e con tutti i muscoli disponibili. Ragazzi e ragazzini si alternano tutti i giorni per affinare gesti e tecniche, ripetuti all’infinito fino a farli diventare parte di sé stessi, delle loro braccia, della mente, e con un unico obiettivo: giocare a baseball. Dirigenti, allenatori, giocatori. Un triangolo che si modifica continuamente. Tre lati, tre angoli, comunicanti tra loro, che possono variare ma che danno sempre la stessa somma. In una sorta di teorema di mutuo soccorso. La valenza maggiore di un componente compensa la carenza di un altro, fino a bilanciarsi. La geometria del batti e corri. Una formula che darà sempre un risultato positivo. Si applica ai metodi per costruire una squadra, e al presente per guardare al futuro. Mentre il tempo corre in fretta, tra riunioni, programmi e allenamenti, puntando verso la luce che si intravede in fondo all’inverno. Con l’urgenza e l’impazienza di scendere sul terreno di gioco, per liberare la propria esuberanza in spazi aperti, dove poter correre, magari dopo aver scaraventato la palla contro la recinzione. Con la voglia di misurarsi e misurare quel piano geometrico che forma un campo da baseball. Con le proprie gesta atletiche e tecniche, tra gli elementi poligonali di Euclide e Pitagora trasformati in strumenti sportivi. Il box di battuta, i sacchetti delle basi, il piatto di casa base, il diamante. Forme che occupano il piano e lo spazio. Rettangoli, quadrati, pentagoni. Linee che delimitano il perimetro di gioco, l’area dello strike. Gli infiniti angoli che compongono la superficie dove si svolge una partita. La matematica applicata alle emozioni di una gara. L’imponderabile che si scontra con il tecnicismo. Il baseball è un insieme di numeri, di statistiche, fredde e precise. Incontestabili e razionali. Ma i dati matematici sono generati dall’irrazionalità di un giocatore. Dalla sua emotività, le suggestioni, e dalla sua preparazione a gestire queste apprensioni. Ed è in inverno che ci si addestra ad affrontarle. Magari dentro a uno spazio angusto, dove battere, lanciare o raccogliere una sfera di cuoio, che si muove velocemente con traiettorie imprevedibili. Imparando a dominare le trepidazioni, le ansie. Mettendo a punto fisico e abilità, attraverso la pratica e la costanza. Con la competenza e l’organizzazione di chi applica l’esperienza e la maestria alla metodologia degli allenamenti. Formando proprio quel triangolo composto da giocatori, tecnici e dirigenti. Con le tute variopinte e le scarpe da ginnastica. Tre segmenti uniti tra loro per formare uno spazio, dove le mani sono più abili dei piedi. Dove il baseball si gioca e si discute. Tra imprevedibilità e razionalità. Con un guanto, una mazza, grinta e cattiveria. Ma anche con un decalogo di buon comportamento, analizzato davanti a una pizza e una birra su una tavolata improvvisata. Proprio come succede tra il prato sintetico e la Home dell’Academy Nettuno Baseball. Separati da un vetro ma uniti dagli sguardi. Un’iperbole retorica, dove tracciare smisurate rette verso il domani, con geometrica precisione e consapevolezza della propria forza. Cercando la quadratura del cerchio con una formula o semplicemente con una vittoria. La geometria del batti e corri. Verso l’infinito e oltre!