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Goodbye Academy!

di Roberto Minnocci  – 

“Con molto dispiacere comunico di lasciare il ruolo di addetto stampa dell’Academy Nettuno Baseball.”

Dopo quattro anni di collaborazione con l’Academy of Nettuno Baseball, comunico che il mio percorso di addetto stampa al fianco di questa società è giunto al termine. Purtroppo, impegni personali e professionali non mi lasciano più spazio sufficiente da dedicare a questo incarico e nel poco tempo libero rimasto ritengo giusto tornare ad occuparmi più di me stesso e della mia famiglia. È stato un periodo eccezionale, in cui ho avuto il privilegio di raccontare, quasi quotidianamente, lo sviluppo costante dell’Academy e di tutti i suoi componenti societari, crescita culminata con lo scudetto Under18 dello scorso anno. Lascio una realtà sportiva di vertice, che sta tracciando una linea guida importante nel territorio locale e nazionale, fatta di organizzazione e risultati; ho creduto in questo progetto fin dalla sua nascita nel 2009 e a maggior ragione quando sono stato invitato a diventarne parte attiva nel 2014, parlando di Baseball e di Giovani, attraverso 620 articoli pubblicati, con corrispondenze quotidiane, svolgendo questo lavoro più o meno bene, sta a voi giudicare. È stato complicatissimo scrivere tutti i giorni di baseball giovanile senza rischiare di essere banali, senza urtare la sensibilità degli sconfitti o esaltare troppo l’entusiasmo di ragazzi e ragazzini, cercando di dare visibilità a uno sport che è stato parte della mia vita. Precedentemente c’erano state anche altre esperienze simili a questa, infatti negli ultimi dieci anni mi son buttato a capofitto in questa sfida, inventandomi un ruolo di “cronista”, costruendo da solo tre siti Web, con relativi canali YouTube, pagine e gruppi Facebook: San Giacomo Nettuno Baseball; Nettuno Baseball Youth; Academy Of Nettuno Baseball News; caricandoli di articoli e contenuti di ogni genere, firmandoli con il mio stile personale, che a volte ha suscitato critiche ma anche moltissime approvazioni; foto, video, interviste, analisi, racconti in cui i protagonisti principali sono sempre stati loro: i Ragazzi. Ora stacco la spina, ma lascio un baseball ancora vivo, con le sue contraddizioni, ma anche con le sue passioni, la vitalità e la voglia di rinascere. Metto via la penna e la tastiera, ma non la curiosità di leggere ancora, nutrendo la speranza che si possa consolidare una realtà costruttiva, sia sui campi che nelle redazioni, fatta di opportunità, altruismo e qualità. Ringrazio tutte le persone che hanno collaborato con me con tanta pazienza, provando a diffondere una linea editoriale sobria, corretta e rispettosa. Ringrazio Roby e Leo per avermi dato questa grande opportunità di conoscere il baseball nei dugout, negli uffici, negli aneddoti, nella storia. Ringrazio in particolare anche Nettuno, la mia città, che continuerà ad essere per sempre la City of Baseball, col suo DNA ormai radicato nella genetica, perché come avevo coniato in passato: “I Nettunesi hanno le cellule con le cuciture”! Ma soprattutto ringrazio tutti i lettori, senza i quali non ci sarebbe stata ragione di scrivere; un’interfaccia stimolante con cui mi sono confrontato, a volte incazzato, crescendo e migliorando continuamente nei rapporti, nella forma e nei contenuti. Insomma, ringrazio tutti prima di chiudere, e mi sarebbe piaciuto digitare una lacrima finale tra le tante parole, ma sarebbe stato troppo patetico e poi non esiste neanche il tasto giusto per farlo, e allora è meglio concludere come si è sempre fatto, con un “like” o un “vaffanculo”, augurandoci semplicemente una buona vita; poi, magari, qualche volta ci si vedrà dietro la recinzione mezza arrugginita di un campo troppo spelacchiato, a guardare una bella partitella di Baseball Youth, con i ragazzini che corrono in mezzo alla polvere e ai sogni, mentre le emozioni volano veloci incontro al vento, inseguite invano dallo stupore dei nostri sguardi. Goodbye Academy!

 

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